Luca Carlevarino

Luca Carlevarino

Luca Carlevarino (Savona, 2001) vive e lavora in Liguria. Dopo la laurea conseguita all’Accademia di Belle Arti di Genova (2023), si sposta a Milano per proseguire gli studi in Culture Digitali presso l’Accademia di Brera. La sua ricerca interdisciplinare esplora temi quali la memoria, l’ecologia e il dialogo con il non-umano.
Professionista junior nel settore culturale, nel 2024 è finalista del Premio Nazionale delle Arti (ABA Catania), dell’Arteam Cup e del premio MUSE (Philips). Dal 2025 scrive per la rivista Espoarte. Nel 2026 vince il Premio Editoriale Espoarte Under30, collabora con associazioni culturali del territorio e affianca l’attività di ricerca artistica all’insegnamento e al project management culturale.

ARCHIVIO (al piano di sotto)
Ex Carcere Sant’Agostino

Cosa hanno in comune l’accumulo di file digitali e una melma verde?

Attraverso l’esplorazione dei ricordi d’infanzia, conservati su dispositivi digitali dei primi anni duemila, emerge come memoria personale e archiviazione digitale siano profondamente intrecciate. L’analisi rivela file danneggiati e un eccesso di dati, conducendo al tema del digital hoarding, un disturbo che impedisce di liberarsi dei dati digitali conservati nel tempo.

La ricerca si apre ad altri modelli archivistici non umani, come la melma policefala, organismo capace di conservare esperienze al di fuori di logiche antropocentriche.

L’installazione comprende un video desktop che ricostruisce la ricerca dei ricordi attraverso una narrazione frammentata, sei manifesti che ne riprendono il testo e alcuni corpi gelatinosi che custodiscono memorie personali e frammenti del carcere.

La progettazione della cella nasce dalla scoperta di una stanza, al piano di sopra, denominata: ARCHIVIO, uno spazio vuoto e abbandonato: un’immagine che interroga il rapporto tra memoria e assenza. I manifesti riprendono i colori dello spazio e il loro numero richiama la geometria esagonale delle piastrelle.

L’opera invita a riconoscere la materialità del patrimonio digitale e a immaginare la memoria come organismo vivo e mutevole.