
Monica Carrera lavora prevalentemente con la fotografia realizzando collage, cucendo, tagliando o trasformando i suoi scatti in installazioni ambientate vere e proprie. Si esprime anche attraverso altri linguaggi come l’installazione, la scultura o il video. Realizza mostre personali e partecipa a collettive come “Gesto Zero. Istantanee 2020” (Museo di S. Giulia a Brescia, Museo del Violino a Cremona, ‘Ex Chiesa di S. Maria Maddalena a Bergamo). Seguono “Nessun luogo è come casa” e “Respiro blu” presso la galleria Il Triangolo a Cremona e la personale “Le antenne di Tangeri guardano il mare” presso Bunkervik (Brescia). Nel 2022 è tra i finalisti del Combat Prize e partecipa alla mostra “Ermetica” presso Mo.Ca (Brescia) e alla mostra “What does indifference mean?” ideata per la Casa Natale di Gramsci in Sardegna. Nel 2023 partecipa a “Liquida Photofestival” promosso da Paratissima a Torino e realizza la bipersonale “QIC-Finestre su Calvino” presso la Biblioteca Queriniana di Brescia. Nel 2025 è vincitrice assoluta del premio Arteam Cup X.
Exercise on Foucault
Ex Carcere Sant’Agostino
L’artista ha scelto di proporre un lavoro del 2016 (anno che precede la chiusura definitiva del carcere S. Agostino), dal titolo Exercise on Foucault, ispirato dal testo “Sorvegliare e punire” in cui Foucault esplora il tema della sorveglianza e della messa a norma del corpo negli ambienti della prigione, della scuola, della caserma, della fabbrica e dell’ospedale. L’artista parte da una fragilità forzata: è una mancina corretta e, attraverso la scrittura che si fa esercizio e diventa vera e propria techne di resistenza, recupera l’utilizzo della mano sinistra, la parte selvatica sacrificata.
Mettendo in atto un esercizio mirato, costante e regolare, ha trascritto con la mano sinistra parti del testo connesse al tema del controllo e della normalizzazione del corpo. Il primo tentativo goffo e storto è documentato da un quaderno dalla scrittura infantile che viene fissato al muro, come un’icona. Sulla tenda d’accesso l’artista ha ricamato la frase “La sola cerimonia veramente importante è quella dell’esercizio”, estrapolata dal testo. Per rendere palpabile l’esercizio, possiamo udire nella cella il suono della scrittura sia destra sia mancina in un crescendo distorto che evidenzia il conflitto e il continuo alternarsi di parti del corpo alla ricerca di una relazione l’una con l’altra.


