
Stefania Loreto (Genova, 1972) è un’artista visiva e docente con sede ad Albenga. Formatasi all’Accademia Ligustica di Genova e specializzata con un Master in Disegno e Storia dell’Arte all’UCAM di Murcia, si dedica alla calcografia ecosostenibile, trattando ogni opera come un unicum irripetibile. Il cuore del suo lavoro risiede in un’indagine antropologica sugli archetipi del femminile e della natura, ricerca che nel 2026 l’ha condotta alla residenza d’artista a Triora. Il valore del suo percorso è stato evidenziato nel 2025 dal conferimento della medaglia di bronzo per le arti visive a Palazzo Vecchio a Firenze.
Le plaisir des yeux
Ex Carcere Sant’Agostino
Il progetto si sviluppa attorno all’idea di riappropriazione del corpo, trasformando un dettaglio isolato in una visione d’insieme più consapevole. Il percorso parte dal corpo frammentato: nella spilla vittoriana (Lover’s Eye), l’occhio viene isolato dal volto per garantire l’anonimato e custodire un segreto intimo, riducendosi a un singolo dettaglio racchiuso nel gioiello. Segue poi una metamorfosi organica: liberato dalla spilla, l’occhio trova una nuova dimensione nella biologia del fiore e si radica nella “fioritura” – termine con cui nel Medioevo si indicava il ciclo mestruale. Qui lo sguardo si unisce all’inchiostro rosso cupo, linfa vitale che supera il tabù e unisce il corpo femminile. Questo incontro porta infine alla nascita della consapevolezza: l’unione tra occhio (sguardo) e ciclo (rigenerazione) crea un’armonia profonda dove il corpo, non più nascosto o frammentato, acquista coscienza di sé e trasforma l’anonimato in intima consapevolezza.
